programmi di sala
oggi, mentre ero alla ricerca delle mie fotocopie di letteratura russa, ho trovato dei fogli che ero convinta di aver perso: i programmi di sala…
non tutte le locandine attestano che io abbia fatto qualcosa in quello spettacolo (ovvero le locandine del festival) quindi mi riprendo la rivincita con questi fogli fotocopiati…
qui sotto “nel bel mezzo di un gelido inverno” assistente alla regia di Manfredi Rutelli, con gli allievi del laboratorio e poi “il Calapranzi” con Francesco Acquaroli e Paolo Bessegato io assistente alla regia e costumista…me lo ricordo quel periodo…che fatica e in più c’era “La Tempesta” e l’esame di maturità…ed è stato l’anno del calapranzi che ho deciso che non ce l’avrei fatta ad entrare allo IUAV di Venezia…la mia salute ha fatto un po’ i capricci… :S
il diploma dell’accademia
eh già…la passione non basta…se non hai un diploma dell’accademia o di qualsiasi altra scuola d’arte…e io “sfortunatamente” ho preso lingue…lingue a curruculm artistico, ho esami di teatro, cinema, storia dell’arte e storia della musica…ma sono uno zero in questo mondo sconfinato…le mie idee, non contano senza un diploma…
e così entro in teatro, stanno provando, non ne sapevo niente, il regista mi vede mi saluta “credevo tornassi più tardi, a settembre…noi abbiamo la prima giovedi”
niente scene nè costumi sul palco…l’attore e il regista francese mi salutano, il primo mi da i baci, l’altro fa quasi finta di non conoscermi e io sto li in piedi a fissare l’attrice francese che è entrata in crisi per una battuta…
4 estati della mia vita ho buttato dietro a questo che adesso mi fa lo gnorri e non mi ha mandato neanche una mail per avvertirmi dello spettacolo…ma daltronde non ho un diploma, che ci fai con 6 lingue quando il diploma che ti serve è tutt’altro?
la mia camera
la mia camera oltre a essere il posto dove vivo quando sono in vacanza è il mio laboratorio…durante il festival il pavimento della mia camera si ricopre di colori, colla, bombolette spray, cartoni e cartoncini, forbici, buste di plasica ecc…è qui dove nelle calde e afose notti d’estate mi prende l’ispirazione per quello che devo fare e incomincio a provare l’idea…
qui sono nate le braccia di Calibano, le corone di cartone dell’”Ubu Roi”(delle quali non ho foto)i vari tentativi dei costumi della “Tempesta” che ovviamente non andavano bene…insomma, visto che non riesco a dormire, la mia stanza è il mio laboratorio con tanto di “simbolo di morte” attaccato alla porta e il cartello “staff only”…
quando lavoro, mi viene in aiuto il mio fedele manichino che è vestito con l’abito da sposa di mia mamma un boa di piume di struzzo(che può sempre far comodo per qualche spettacolo e questo vale pure per il vestito di mamma), un cappello di paglia…
al muro un po’ qua e un po’ la ci sono appese le mie locandine…sono 4, anzi 5 ma una non la conto mai perchè è lo spettacolo scolastico…poi ci sono i miei poster di musica e un dipinto che ha fatto mamma sul soffitto, una finestra con l’universo, tanto per ingigantire le mie manie di grandezza…
sono 4 mura alla quale gli ho dato l’anima, sono state il mio rifugio e lo sono tutt’ora…me la sono arredata io a 15 anni…le mura di questa stanza ridono e pinagono con me, rispecchiano il mio animo alla perfezione…
(ovvero un gran casino!)
il bacio e la seta
la perfezione della seta…come si fa ad avere una tale bravuta…eppure è un dipinto e sembra vero…è come se si potesse toccare, quella seta carta zucchero così luminosa…e non puoi dire che sia un altro tessuto…è un semplicemente fantastico!
chissà se qualcuno nel mondo sa ancora riprodurre così un tessuto…
il mio primo spettacolo
oltre agli spettacolini del liceo, il mio primo spettacolo dove ho partecipato per la prima volta dietro le quinte è stato al Cantiere Inernazionale d’Arte di Montepulciano diretto da Enrique Mazzola qualche hanno fa…direi un bel po’(2003)…facevo l’assistente ai cistumi a una costumista tedesca, Heike Ruppmann, una signora gentile e disponibile, a quel tempo non sapevo neanche cosa volesse dire imbastire un capo e con lei ho fatto un tirocinio notevole
preparavamo i costumi per un opera moderna intitolata “Enigma-Ovvero i Tre Indovinelli”, lo scrittore del libretto(Carlo Pasquini) era il regista che ci faceva il corso di teatro al liceo e sapendo della mia passione mi ha proposto di fare l’aiuto costumista…ero emozionatissima..
il mio primo giorno sono arrivata con un ora di anticipo…e con l’ansia addosso…i cantanti erano tutti stranieri, ad eccezione della mezzo soprano Veronica Soldera, poi c’erano 3 inglesi Jonathan Pugsley, Andrew Kidd e Robert Davis; un ragazzo francese (bellissimo) Christophe Gay e il soprano giapponese Masami Hamada…questo era il gruppo di cantanti professionisti, ma i protagonisti erano 2 bambini, Valery del Segato nella parte della Principessa e Andrea Casini in quella di Lasso…la regista era tedesca(Aurelia Eggers), ma con lei ho avuto poco a che fare, stavo in sartoria con le 3 sartine, “la Wanda” e altre 2 delle quali non mi ricordo il nome…
parlavo solo in inglese e raramente in italiano, e avvolte, raramente in tedesco(era solo da un anno che lo studiavo e non ero certo pronta per affrontare discorsi musicali o teatrali, non sono pronta neanche con l’italiano, figuriamoci un altra lingua!
)
ho passato un bellissimo mese e ho imparato un sacco di cose, ho conosciuto molte persone, peccato che con quasi nessuna di loro sono rimasta in cottatto
solo con Veronica, la quale ha messo su un associazione chiamata Europa Harmonia e mi ha chiesto di fare i costumi per il “Così Fan Tutte” di Mozart, con la regia di Massimo Scaglione, come rifiutare?
non ho foto digitali di questo spettacolo, non vi mostrerò il mio cappello da cinghiale, che pesava 200 kg e che sembrava più fatto per un porcospino, ma la costumista diceva che andava bene…
KALO
che non è il nome di un dimagrante, come tutti pensavano appena ho riferito il titolo dello spettacolo…a mio fratello gli ho raccontato che era la storia di un signore che voleva dimagrire e non ci riusciva…poi è venuto a teatro e si è ritrovato a vedre tutt’altro…hihihi…
non che abbia fatto chissà che in questo spettacolo sui Rom, niente apparte un cappotto…
fine delle prove al bar accanto al teatro:io, il regista francese, la scenografa e 2 allievi del laboratorio, una delle quali ci faceva da traduttrice, perchè secondo lei nessuno sapeva parlare il francese…bè…si sbagliava, ma questa è un altra storia…
comunque, le richieste erano: un cappotto per lo Spirito e delle gonne di plastica per i Cavalieri Celesti, non tanto la gonna, ma il cappotto per chi si inventa costumista una volta l’anno mi sembrava un po’ eccessivo, ma mai quanto la richiesta di costruire un fiume sul palco, dove tra le altre cose i nostri attori si sarebbero dovuti buttare…una cosa infattibile, anche perchè codesto essere voleva l’acqua vera…immaginate il bordello che ci sarebbe stato se davvero questo fiume fosse stato realizzato: costumi tutti bagnati, acqua ovunque,i capitomboli degli attori…per non dimenticare la pendenza del palco…per fortuna la mitica Lucia si è saputa barcamenare facendo prima le cose un po’ più futili fino ad arrivare al giorno prima dello spettacolo senza fiume…che è stato realizzato solo per far contento il nostro Luc dipingendo una striscia lunga 6 metri e larga1,5 di blu…che sessuno ha notato dalla platea…
a me è andata diversamente, voleva il cappotto…e come te lo faccio un cappotto?
cavolo studio lingue io!avessi fatto l’accademia forse forse…ma andiamo un cappotto fatto da una sarta costa un botto e adesso io dvo fare un cappotto a gratis…
Lucia, la mitica, mi ha consigliato, prova a comprate una vestaglia o un accappatoio o un camice…già…un camice, quelli da medico…il giorno dopo ero alla ricerca disperata di un camice da medico, avevo trovato della stoffa bianca nello sgabuzzino dei costumi potevo modificare il camice…
ho provato il camice all’attore Alessandro Waldergan il quale, come il regista non era convinto di quello che riuscissi a fare con quel camice, l’unica che mi dava fiducia era la mia collega Lucia…
ho lavorato su quel cappotto forse 5 giorni con un male agli occhi incredibile, il giorno prima dello spettacolo l’ho bagnato nel tè et vualà, il cappotto era pronto ed era bello…ce l’avevo fatta! L’attore e il regista erano soddisfatti
FOTO: nella prima foto ci sono io alle prese della modifica del camice, nelle altre 2 l’attore Alessandro Waldergan durante le prove generali con il mio cappotto finito
disegno
nonostante si veda male, ho deciso di inserire un dizegno di un abito 1700 fatto così, tanto per fare, senza nessun motivo teatrale…tanto per esercitarmi a disegnare…e credo che sia uscita fuori un ottima prova…anche se come ripeto la fotografia non rende bene
la tecnica usata è quella della mia adorata matita
ci ho messo un po’ per farlo perchè ho voluto cercare di relaizzare sul disegni i vari ricami e mi sono partire 3 ore della mia esistenza, se fosse stato un vero bozzetto probabilmente avrei fatto solo una metà e non l’avrei completato…non hai tempo per i disegni, almeno non io, e inoltre l’importante non è il bozzetto, ma la realizzazione finale e visto che solo una volta ho avuto le sarte per uno spettacolo direi che non è il caso di fare costumi così complicati
la tempesta di Shakespeare
ed eccoci…la Tempesta…
Teatro Mascagni di chiusi con gli allievi del laboratorio teatrale, facevo sia l’assistente alla regista che i costumi, ero praticamente morta…
mamma mi ha aiutato nella realizzazione dei costumi, non ce l’avrei mai fatta da sola, infatti anche lei ha avuto il nome scritto sul programma di sala insieme al mio
TRAMA: Prospero costretto all’esilio insieme alla figlia Miranda approda su un isola abitata da creature magiche (il mostro Calibano e lo spirito Ariel). L’esiliato conoscendo le arti magiche scatena una tempesta facendo naufragare la nave dove si trova il fratello che lo ha costretto all’esilio e la famiglia reale la quale si stava tornando dall’africa per accordare il matrimonio del figlio…i vari personaggi si sparpagliano sull’isola e andranno incontro a varie avventure…
L’IDEA: i costumi così sfumati sono una genialata che mi è venuta in mente circa 2 settimane dallo spettacolo, era la solita notte d’afa e in camera mia era impossibile dormire…e proprio grazie all’insonnia che la lampadina del mio neurone si è accesa: Calibano, il mostro dell’isola deve avere a che fare con la scenografia…è il mostro terreno dell’isola e in qualche modo lo si deve capire…mando un mess al regista che mi fa i complimenti per l’idea…ma perchè fare solo Calibano così? facciamo tutti i costumi così…evvai…
la mattina dopo ero alla ricerca di come cavolo fare, ho tentato varie prove su strofinacci ma non andavano bene…avevo una settimana per fare una decina di costumi, avevo l’idea, ma non sapevo come realizzarla…ero disperata e intanto le prove andavano avanti sempre di più e non avevo tempo, mi rinchiudevo in teatro per fare l’assistente alla regia, tornavo a casa tardi la notte e la mattina ero spesso con gli attori a fare compere per i costumi che non sapevo ancora come realizzare, anche se avevo capito una cosa fondamentale: ci voleva la base bianca…ma poi…?
tornata a casa dallo shopping per i sandali di Miranda mia madre mi vide in lacrime “come diavolo faccio?” e lei, da brava artista quale è ha coperto il pavimento della sala con del nylon, ha preso il manichino e mi ha detto “adesso ti aiuto io! e non fare storie, non ti posso vedere così” e si è messa a lavoro…una settimana dopo, per la prima dello spettacolo ho ricevuto un sacco di complimenti “una gioia per gli occhi, complimenti!” ma senza mamma non avrei mai potuto fare niente
i costumi erano tutti di colore diverso e la cosa buffa è che non sapevamo dove farli asciugare, perciò mamma li stendeva alla tenda del terrazzo…e i vicini ci guardavano e non capivano cosa stessimo facendo…hahaha…che roba buffa…si vedevano stesi una volta un paio di pantaloni verdi poi una tela cerata gialla e bianca…appena aprivamo il terrazzo iniziavano a bisbigliare tra di loro…gente di paese!
FOTO: i costumi che vedete sono, nella prima foto di Prospero e Miranda, nella seconda sono del personaggio Alonso e della Regina
Hello world!
Ciao e ben venuti a tutti in questo pazzo mondo, ovvero il mio…
sono una studentessa di lingue che non vede l’ora di scappare da qui ed è per questo che ho scelto quel giorno d’estate di perdere il suo tempo impelagandosi in russo portoghese e tedesco…la mia passione è il teatro e la musica, spero vivamente di riuscire a diventare una costumista o una regista e lavorare in nord europa…ma la cosa non è facile, anche perchè non studiando all’accademia o in qualsiasi altro posto dove ti è permesso di lavorare con stoffa e colori…
lavoricchio d’estate facendo costumi e/o assistente alla regia in un festival del mio paese, dove ti ritrovi spesso e volentieri i nervi a pezzi e dove non sei pagata neanche un centesimo, ma ogni estate sono li a faticare, a dormire con la media di 4 ore per notte e mi diverto e creo e imparo…
ho deciso di aprire questo blog perchè tutti mi conoscono come quella che studia lingue, la linguista della situazione e quasi nessuno sa quello che veramente faccio in teatro…appena si pronuncia la frase “faccio teatro” si pensa subito “ah recita”…non mi piace recitare…io sono quella che sta sotto la punta dell’iceberg io e come me tanti che anche se non si fanno vedere sono la parte portante di uno spettacolo









