costumista?

Gennaio 12, 2009 at 7:03 pm (arte, assistente costumi, costumi, costumista, creatività, diploma, realizzazione costumi, studi, teatro) (, , , , , , )

ero sul treno di ritorno da Reggio Emilia in compagnia di Elena Fioravanti, stavo tutta raffreddata e elena faceva la calza per un poncho verde :) davanti a noi una signora dall’aspetto elegante…

elena:”mi faccio consigliare da lei (io) perchè è costumista”

la signora:”costumista? davvero? ma in che accademia studi?”

io:”veramente studio lingue”

la signora:”ah…(delusa) ma quindi sei diplomata in costume?”

io:”no, in lingue”

la signora (acida)”ma allora come fai a essere costumista?”

elena:”bè…è brava!”

la signora:”ma anche mia figlia è brava, però…vabbè, non mi interessa sapere come sei entrata nel teatro…”

spiegazione per tutti:

una persona è dotata di più capacità, quindi non significa che io non sappia fare i costumi perchè studio lingue, non avrò tecnica ne metodo, ma se c’è una cosa che ringrazio di avere è la mia capacità di arrangiarmi con il materiale e di riuscire, nel mio piccolo a creare cose originali e a sperimentare, perchè la sartoria è una pratica e si impara facendo e i libri sulla storia della moda e del costume non si trovano solo nelle accademie, esistono le librerie e le biblioteche, per ciò se qualcuno è interessato ai costumi si legge un bel libro si guarda i disegni, li riproduce e studia, non occorre il diploma…non per me…per la gente si…perchè se non hai un’etichetta non vali niente e io sarò sempre meno artista di una che sta dentro un’accademia e solo perchè studio lingue…

signora, l’arte non si misura dal diploma che uno ha in tasca, non si impara a essere artisti, o lo si è o non lo si è, io credo di poggiare più sil piano artistico, ammettendo giustamente i miei limiti, non sono neanche brava, ma ho idee, per ora le ho avute. certo, non lavoro per chissà chi e per chissà dove, ma non mi interessa, tiro fuori ciò che è mio, e se vedo che quello che faccio, in qualche modo, riesce a colpire chi guarda io sono felice, anche se il pubblico non è formato da “intellettuali di sinistra”…

io non so chi sua figlia sia, non l’ho mai vista, ma se lei non ha voluto continuare con il percorso scelto ai tempi dell’accademia, bè, non è certo colpa nostra ovvero di tutte quelle persone che fanno le cose per pura passione e non perchè si ritrovano un diploma in mano…

la smetta di guardarci dall’alto in basso, che non è colpa nostra…

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