Dedalus
Sono ritornata finalmente a riscrivere sul mio blog! Ho avuto un po’ da fare, studio, depressione a causa dell’ultimo esame bocciato 3 volte, incazzature, feste, nuovi amori e internet non funzionante…
ora sono dottoressa in lingue e culture straniere e ho partecipato allo spettacolo Dedalus scritto da Carlo Pasquini e diretto da Laura Fatini e Gabriele Valentini…ho veramente fatto molto poco in realtà, daltronde quando non ci sono i soldi occorre prendere quello che ti passa il convento e devo dire che questo non ha passato chissà che grandi cose…oggi è l’ultimo giorno di questo spettacolo e io sono a Terni in attesa che ritorni il mio lui da lavoro…per poi ripartire in vacanza…
eh si, questa estate niente spettacoli, solo vacanza, un po’ per il fatto che mi sono alquanto scocciata di lavorare tanto senza essere pagata un centesimo e per far fare bella figura a tutti quelli del comune. Quindi ho deciso che quest’anno mi prendo una bella e meritata vacanza prima di ricominciare con altri 2 anni di studio e poi chissà, si vedrà…
Mi piacerebbe continuare per questa strada “artistica”, anche se, non credo di poterla mai vivere come una vera e propria professione, magari un hobby come è sembre stato, una passione. Il lavoro artistico ti dà tanto, ma purtroppo è molto difficile riuscirci a sopravivvere.
Mi domando se nel caso in cui fossi qualificata, con un diploma o una laurea sarebbe più facile per me trovare lavoro, pagata, in questo campo, oppure se la situazione rimarebbe uguale come è adesso e moltro probabilmente come rimarrà tra 3/4 anni…
Bè vedremo…per ora VACANZA!
costumista?
ero sul treno di ritorno da Reggio Emilia in compagnia di Elena Fioravanti, stavo tutta raffreddata e elena faceva la calza per un poncho verde
davanti a noi una signora dall’aspetto elegante…
elena:”mi faccio consigliare da lei (io) perchè è costumista”
la signora:”costumista? davvero? ma in che accademia studi?”
io:”veramente studio lingue”
la signora:”ah…(delusa) ma quindi sei diplomata in costume?”
io:”no, in lingue”
la signora (acida)”ma allora come fai a essere costumista?”
elena:”bè…è brava!”
la signora:”ma anche mia figlia è brava, però…vabbè, non mi interessa sapere come sei entrata nel teatro…”
spiegazione per tutti:
una persona è dotata di più capacità, quindi non significa che io non sappia fare i costumi perchè studio lingue, non avrò tecnica ne metodo, ma se c’è una cosa che ringrazio di avere è la mia capacità di arrangiarmi con il materiale e di riuscire, nel mio piccolo a creare cose originali e a sperimentare, perchè la sartoria è una pratica e si impara facendo e i libri sulla storia della moda e del costume non si trovano solo nelle accademie, esistono le librerie e le biblioteche, per ciò se qualcuno è interessato ai costumi si legge un bel libro si guarda i disegni, li riproduce e studia, non occorre il diploma…non per me…per la gente si…perchè se non hai un’etichetta non vali niente e io sarò sempre meno artista di una che sta dentro un’accademia e solo perchè studio lingue…
signora, l’arte non si misura dal diploma che uno ha in tasca, non si impara a essere artisti, o lo si è o non lo si è, io credo di poggiare più sil piano artistico, ammettendo giustamente i miei limiti, non sono neanche brava, ma ho idee, per ora le ho avute. certo, non lavoro per chissà chi e per chissà dove, ma non mi interessa, tiro fuori ciò che è mio, e se vedo che quello che faccio, in qualche modo, riesce a colpire chi guarda io sono felice, anche se il pubblico non è formato da “intellettuali di sinistra”…
io non so chi sua figlia sia, non l’ho mai vista, ma se lei non ha voluto continuare con il percorso scelto ai tempi dell’accademia, bè, non è certo colpa nostra ovvero di tutte quelle persone che fanno le cose per pura passione e non perchè si ritrovano un diploma in mano…
la smetta di guardarci dall’alto in basso, che non è colpa nostra…
La Donna dai Due Cevelli
così sono stata nominata da Chris Tapor, il nostro caro cantante, un affermazione che mi fa ridere, mi fa anche piacere, ma mi fa anche pensare un po’…
di cose ne avrei da raccontare…e mi prenderò tutto il tempo per farlo a piccoli morsi, per ora scrivo solo che per la salvezza dei miei nervi e del mio stress, la preparazione per Humanà è giunta a termine e i due spettacoli previsti sono stati fatti…
Abbadia San Salvatore: un teatro ghiacciato con la stessa temperatura esterna(3°C più o meno) dove mi sono beccata la tosse e il mal di gola, vuoto, letteralmente…ci saranno state 6 persone…da brava costumista ho anche recitato, perchè questa è la moda di quest’anno: chi sta dietro le quinte deve indossare il costume di scena ed entrare nel momento del bisogno…e io che ho sempre criticato il teatro della parrocchia… … … quanto sarebbe venuto meglio se non ci fossero sta quelle sgallettate delle ballerine??? ma per “politica” ce le siamo dovute tenere… … … e non voglio aggiungere altro…
Chiusi: è andato molto meglio! almeno non c’era così freddo, il palco faceva schifo dal sudicio che c’era, i miei piedi, come quelli di tutti erano letteralmente neri e ho anche beccato qualche chiodo, ma per fortuna nulla di grave…
i costumi hanno fatto la loro figura e le gonne sono andate a ruba, e i nastri per incartare i regali cuciti sui coprispalle e sulle camicie davano l’effetto paillettes…
ho rivisto la mia cara lucilla che mi è tanto mancata soprattutto quando mi è stato chiesto di cercare tavoli, carrelli portavivande e sedie in 3 giorni e c’è chi si è addirittura lamentato “i tavoli sono troppo lunghi e i carrelli scivolano troppo”…no comment…
mi sono fatta un bel culo e non nel senso estetico della parola quanto nel senso di fatica, porca miseria, se continuo così avrò presto il dono dell’obiquità…magari mi servirà quando avrò l’accavallamento delle lezioni…
dicevo, ho faticato…e il ringraziamento è stato enorme dalla parte degli attori che mi hanno sempre sostenuto in ogni goccia di sudore che ho versato e io ho continuato questo lavoro solo per quel gruppo favoloso che si è venuto a creare con loro, perchè avrei lasciato tanto volentieri…alla fine non ci guadagnavo nulla, ho fatto cose che a me non sfioravano neppure e senza un minimo segno di apprezzamento…la parola “grazie” si dice di solito a chi ti fa i favori e si dice sopratutto a chi ti fa i lavori belli grossi…
per questo io voglio ringraziare (e farò un elenco) tutti coloro che mi hanno sopportato e aiutato tantissimo negli ultimi giorni dei miei nervi:
Mamma: grazie per avermi fatto letteralmente svaligiare casa, ho preso sedie, piatti bicchieri, zuppiere, mestoli,brocche, tazzine da caffè e posate… … …grazie per avermi sopportato e per aver urlato solo perchè non volevi che le posate d’argento finissero in scena
Lucia Benicchi: per aver fatto tutte qulle telefonate per trovare i carrelli e i tavoli
Gianluca: per avermi aiutato a fare “il lavoro sporco” ovvero smontare la scena e caricare la macchina oltre che a fare il cartello “applaudissement” , il cane in 5 minuti e il bouquet della sposa e per i CD delle foto.
Alessandro: anche tu mi hai aiutato a fare “il lavoro sporco”e messo i feltrini sotto i tavoli di andrezieux
Arianna: grazie per avermi cucito una gonna oltre a farmi tutti i complimenti per la mia “bravura” e per il regalo di natale(fantastico)
Celina: grazie per avermi permesso di cucire in camera con la luce accesa quando tu già dormivi e per la crema anti-acne e l’ascuigacapelli che mi sono scordata di ridarti (te lo ridarò a capodanno)
Elena:grazie per aver tagliato le sciarpe della badante al posto mio
e un grazie collettivo che comprende pure Estelle, Facundo, Chris, Gilles e Maud che mi hanno donato la loro energia e che una volta finito mi hanno ringraziato, ringraziato davvero: una rosa e un abbraccio… … … no comment… … …
Humanà
ebbene…spettacolo fatto.
ho finito di cucire l’ultimo costume mezz’ora prima dello spettacolo, ma è andata…altre 2 date (Chiusi e Abbadia SanSalvatore) e poi fine, si ricomincia con lo studio della lingua russa, trascurato da un po’…
ho fatto il mio lavoro con tanta fatica a causa del tempo quasi inesistente ed essere arrivati (io insieme agli attori) alla fine di questo spettacolo è stata una vera impresa che, sincerament, non credevo possibile…
le ballerine che non provavano, le varie tensioni, il tempo ridotto hanno contribuito alla crescita del mio pessimismo, ma è rimasta quella goccia di speranza data da un gruppo unito e unico, ce la possiamo fare! e ce l’abbiamo fatta
sono felicissima di aver partecipato a questa esperienza, perchè ho conosciuto persone favolose, un meraviglioso gruppo affiatato!
ringrazio in primis le ragazze del gruppo: arianna gambaccini, elena fioravanti e celina falcone che mi hanno fatta sentire una vera costumista, che mi hanno appoggiato in tutto e per tutto, che mi hanno aiutato a cucire e che mi hanno abbracciato quando avevo bisogno di energia…non ho mai parlato così bene delle ragazze ad eccezione della mia collega lucia e adesso sono contentissima di aver conosciuto altri 3 esseri femminili così eccezionali!
e come non ringraziare i 2 ragazzi, alessandro waldergan e gianluca gabriele, che si sono trovati sempre disponibili a fare piccole cose che se le avessi fatte io avrei perso solo un sacco di tempo…da mettere i feltrini sotto il tavolo alla costruzione di un “barbapapà” a mettere la colla glitterata sulle camicie
grazie a voi ragazzi ho imparato un sacco di cose e spero di poter lavorare ancora con voi!
che sia andrezieux, chiusi, roma, abbadia, l’isola che non c’è, spero vivamente che il gruppo non si rompa dopo il 19 dicembre, ma che possa continuare anche se sporadicamente a essere unito…
siamo stati una grande squadra e vi ringrazio veramente tanto!
non vorrei passare per sentimentalista o ragazzotta che scrive belle dediche sul diario dell’amica, anche se lo stile smielato purtroppo ha avuto la meglio…
credo che non ci siano altri modi per descrivere come mi sia trovata bene e per la prima volta ho detto “ti voglio bene” a delle persone che non siano mia sorella
veloce veloce
e chi se lo aspettava, 2 spettacoli insieme…
“L’Ultimo Angelo” di Pierpaolo Palladino con Pierpaolo Palladino e Cristina Aubry con la regia di…indovinate…si, si, lui…Manfredi Rutelli.
La prima si terrà a Roma al teatro Lo Spazio…wow…bè…per me abituata a Chiusi, permettete che ne sia felice… stasera prova generale, domani prima e dopodomani in partenza per andrezieux-butheon…fino all’11…ho ancora un sacco di cose da fare!!!
la mia valigia pesa 20 kg…ma di mio non ho nulla, ho solo il pigiama nel bagaglio a mano e una tuta per lavorare, basta…per me non ho nulla….huhu…ci sarà da divertirsi…non ho neanche un maglione o una felpa…ah, no…ho anche portato un vestito pseudo chic…solo che per metterlo ho bisogno dei tacchi e quindi…partirò con i miei stivali ai piedi, con il tacco ovviamente…
speriamo che non mi perdano la valigia…sarei del gatto e pure del cane, già non sono a buon punto, figuriamoci poi se…meglio non tirarsi le bestemmie da soli…
la camera è un casino e io sono più stanca del solito, oggi ho fatto le ultime compere ho preso i soldi per le scene, spero che bastino…e adesso dovrei rimettere in ordine, altrimenti…povera mamma ci impazzirebbe…
quindi scrivo “veloce veloce”, tanto per ricordarmi che ancora ci sono
ciaociao
“I sogni son desideri”
compito per esercitarci alla scrittura, un tema…
TITOLO:”Illustra la frasi di W.Disney: ‘I Sogni son Desideri’”
“Il buon giorno si vede dal mattino”; ma per avere un buon mattino ci vuole un buon sonno e per avere un buon sonno occorre sognare… Potrei continuare così all’infinito, ma la cosa che mi interessa è il sogno, indispensabile nella mia vita; forse perchè sono un po’ (molto) infantile o magari il sogno mi serve per restare allegra e fuggire dalla triste realtà che mi circonda.
Io passo non solo tutta la notte, ma anche il giorno con la testa tra le nuvole, fantasticando su film, attori, cavalieri e sul mio futuro… ma queste cose si racchiudono dentro un unico sogno: io sono la costumista per un film sulla Guerra dei Cent’Anni, che come protagonista ha il mio attore preferito(Heath Ledger); questo è il mio sogno nell’armadietto, perchè non penso che in un cassetto entri tutto “sto popò di roba”; ma non solo, un sogno difficile è molto difficile che si realizzi; per questo sto cercando di studiare bene l’inglese e la storia, disegnando a più non posso vestiti, armaute, tonache e casacche. Dopo ciò ci vuole solo un grandissimo c…, cioè una grandissima fortuna per farlo avverare, ma… l’importante è crederci!
Il problema è che non è sempre facile credere nelle proprie capacità, così ti demoralizzi ed entri nel pensiero del “Farò la cameriera al McDonald’s” (il posto più orrido e insano che possa esistere sulla faccia della terra).
Questo capita quando pensi a quanto lavoro occorre e sopratutto a quanto in alto voglio arrivare, io, che vivo in un piccolo paese di teste unicellulari; tuttavia ti tiri su di morale quando vedi la videocassetta della “Notte degli Oscar” e senti parlare quel torreannunziatese di Dino de Laurentis(Torre Annunziata, provincia di Napoli, Campania, Italy) che l’inglese lo balbetta, ma è arrivato, (dove è arrivato?) a Los Angeles e io se mi va bene arrivo al DAMS di Bologna; ecco un altro attacco di pessimismo in arrivo, ma ce la posso fare, ce la posso fare, ce la posso fare…
sogno…
mi laureerò in lingue e mi piace il teatro.
il mio primo lavoro teatrale l’ho fatto all’età di 16 anni, e da li ho continuato… a quei tempi ero assistente ai costumi, la mia prima volta davati a una macchina da cucire, ho costruito il mio primo cappello da cinghiale, anche se sembrava più un porcospino…la mia prima volta che lavoravo usando una lingua non mia, l’inglese…
tornavo a casa con l’ultimo autobus distrutta, e la mattina dopo ripartivo, contenta di uccidermi di lavoro… ho disegnato su una camicia rosa dei quadrifogli, la mia prima camicia disegnata, le mie prime maschere da ladro, il mio primo zainetto…
l’ultima sera mi sono sentita i complimenti “hai talento”…da quell’estate non ho più voluto smettere.
perchè andare al mare quando posso fare teatro e stare bene, essere fiera delle mie capacità, abituata purtroppo ad essere sminuita e trattata come una cretina priva di qualità…
ogni estate ho fatto del teatro, una mia amica mi presenta a Manfredi dicendo che sapevo fare i costumi, ma lui già aveva una costumista a disposizione e quindi mi prende come assistente, e adesso continuo, avvolte costumi e avvolte assistente, spesso faccio le cose insieme…
a scuola i professori mi vedevano come una perla rara, la professoressa di francese mi chiedeva opinioni sui vari spettacoli che ci faceva vedere, mentre quella di tedesco disse al presidente di commissione dell’esame “guardi, lei fa teatro, fa l’assistente alla regia!”, il mio professore di matematica mi perdonava quando non riuscivo a svolgere gli esercizi(il che spesso capitava, ahime..)perchè in qualche modo ero un’artista…
ho sempre avuto la mania di viaggiare…sono partita dal sogno di trasferirmi a new york, a quello dei paesi scandinavi, sopratutto stoccolma, poi sono passata a helsinki, poi a sydney, per poi ritornare a voler vivere a helsinki e ora sono abbastanza combattuta tra helsinki e stoccolma…
ho una fervida fantasia e spesso mi immagino a lavorare in un teatro, non so esattamente in veste di che, di sicuro non da bigliettaia
… chiusa dentro il mio teatro con le luci calde, mentre fuori è freddo ed è già buio, le luci natalizie ovunque, la neve per terra, le grandi strade e la felicità di essere veramente riuscita a fare quello che ho sempre sognato!…il mio monolocale, la mia vita, lontana dalla gente che mi diceva che per essere femminili c’era bisogno dei capelli lunghi, lontano da quelli che mi venivano contro dicendomi che io mi credevo migliore degli altri, ma che in realtà ero forse inferiore…lontano da tutto ciò che mi ha reso infelice per una vita…e vicino alla mia libertà, alla mia voglia di esprimermi, così vicino alla felicità che in quel momento non sentivo il bisogno di nessuno, se non della mia mente e della mia creatività che esplode in un ambiente stimolante, lontano ancora da chi è superficiale e che pensa solo a farsi la piastra, e ai vestiti firmati…
voglio confrontarmi con dei cervelli, non sono un genio, ma non sono neanche così stupida, voglio imparare, sono curiosa, voglio crescere se così si può dire…e sono stufa di questo ambiente pieno di persone idiote ma che si sentono super favolose, quando al mondo non fanno altro che mandare segnali di cretinaggine…ma qui, dove vivo, le persone vuote vanno per la maggiore e purtroppo sono anche le più apprezzate…
mi rifugio nel sogno, e non vedo l’ora di rializzarlo!
theatre du parc
ebbene si, sono tornata dalle prove in questo paesello freddissimo chiamato Andrezieux-Boutheon
prove, su prove su prove, e il 3 si riparte… lo spettacolo mi rende moolto entusiasta, spero che faccia lo stesso effetto al pubblico
…la mia prima trasferta…
ho conosciuto persone magnifiche, siamo un bellissimo gruppo, mi sono trovata bene e a mio agio, e ciò è raro che mi capiti, spesso mi sento fuori luogo e non all’altezza, con loro invece è stata una settimana intensa e di duro lavoro, sopratutto per gli attori e per manfredi…io ho semplicemente trascritto ogni minimo movimento nel mio quadernino giallo e spegnevo la musica quando era necessario(anche se spesso e volentieri non capivo quando fosse il momento giusto, ma pazienza)…
adesso mi toccano i costumi e l’attrezzeria(cosa che mi terrorizza)…per i costumi ho le mie idee chiare e spero di poterli realizzare quanto prima, appena avrò a disposizione i soldi del budget…e via a cucire…
intanto inserisco un po’ di foto degli artisti fatte dalla grandiosa macchina fotografica di gianluca gabriele…

“qualche parola sul disinteresse”
vale a dire, cose che sono inutili ma che mi va di scrivere…
stavo trascrivendo sul mio diario i miei ricordi di qualche anno fa…mi è venuto in mente uno spettacolo, L’UBUADE fatto durante il festival orizzonti con la regia di due ragazzi francesi, e poi è stato replicato per i gemellaggio del nostro paesino con un altro paesino francese…
sono venuta a sapere di questa replica quasi per sbaglio, perchè il sig. amministratore non mi aveva avvertito…tralascio la brontolata che gli feci nel bel mezzo della sfilata storica, ma se lo meritava…
ho riorganizzato quei pochissimi costumi nella mattina prima dello spettacolo e la protagonista che faceva il RE UBU aveva una storta alla caviglia… insomma, replica già partita male, la gente era poca…credo che riempissero il teatro le mie due sorelle, l’amica di mia sorella, mio fratello, Lucia e il mio ragazzo, al quale non piace il teatro, ma era venuto lo stesso a vedere questo spettacolo recitato con le calzamaglie in testa…
per la prima dello spettacolo invece abbiamo ricevuto anche i complimenti e pure io, “molto carina l’idea delle calzamaglie” mi disse Anna Montinari, ma non so fino a che punto fosse vera la sua affermazione…però ci volli credere e mi allontanai da lei col sorriso…
lo stesso feci quando Massimo Scaglione mi disse che ero stata brava con i costumi dell’opera di Mozart COSI’ FAN TUTTE, la sera confessai l’accaduto a Luca Tiddia (il baritono) che mi disse che per il materaile che avevamo avevo fatto molto bene il mio lavoro quindi quello che diceva il Maestro era vero…spero… … …
cose che non saprò mai.
Veronica Soldera (la mezzo-soprano) con la quale avevo lavorato sia per il Cantiere Internazionale d’Arte, sia per l’opera sopra citata, mi aveva rivelato che in teatro funziona così: tutti si aspettano i complimenti dagli altri, soprattutto gli attori e i cantanti, quindi, si usa fare i complimenti anche se lo spettacolo non ti è piaciuto, tutti devono essere in qualche modo lodati nel mondo dello spettacolo, è così che si fa, nonostante ci siano molte antipatie, uno deve fare i complimenti…
da quell’affermazione, non credo ai complimenti, non credo a quando mi dicono che sono brava, sono molto più diffidente del solito, anche se mi viene da chiedere, perchè mai uno dovrebbe fare i complimenti a me, che sto dietro le mie quinte? e allora mi piace pensare che forse non è tutta ipocrisia…e mi allontano con il sorriso…
FEAR OF THE… FRANCE
eh, certo che non si può partire tranquilli, quando ti spostano la data e quando tenti di ripassare il tuo francese allo specchio dici “fazer” al posto di “faire”…e ti imbrogli sui tempi verbali (questo mi succede anche in italiano, ma in francese faccio di peggio) e mentre sto seduta a pensare che dovrò fare, mi circola in testa la domanda, “ma io lo so fare?”…risposta: boh, vedremo…e se sarà una cagata sarà tutta colpa mia…e qui di nuovo la domanda: “ma l’accademia no eh?”
mi metto alla prova, per l’ennesiama volta, spero non sia nulla di più grande di me, anche se mi sento un microbo di fronte a tutto…è la novità, magari mi renderò conto che non è poi diverso da uno spettacolo fatto a chiusi…spero…voglio almeno un manuale di scenotecnica, chi mi conosce, sappiate che(in teoria) ad aprile mi laureo e il “Manuale di scenotecnica” costa sui 40 euro, quindi si prega di fare una colletta e di regalarmelo, perchè io, ora come ora non ho un centesimo, grazie
ovviamnete è escluso dal regalo chi ha ben pensato di comperarmi la macchina per lo zucchero filato di Topolino oppure un bel biglietto aereo per Helsinki oppure Stoccolma, sola andata ovviamente e con compagnia low cost, non chiedo molto, credo…
chiedo invece un favore a chi sta più in alto di me, se Colui esiste, dammi l’ingegno e la fantasia di creare il bello senza complicarmi la vita, lo hai fatto con il cappotto, genialata partita dalla mitica Lucia, adesso fa che l’idea arrivi a me, altrimenti sono del gatto, grazie…
e dopo tutto ciò, ci manca solo una bella lettera a Babbo Natale…ma ve la risparmio, anche perchè ancora non so cosa chiedere, magari una bella macchina da cucire…una cotumière senza macchina da cucire è come una cantante senza voce…eppure…io sono senza… … … … che vergogna… … …

