KALO
che non è il nome di un dimagrante, come tutti pensavano appena ho riferito il titolo dello spettacolo…a mio fratello gli ho raccontato che era la storia di un signore che voleva dimagrire e non ci riusciva…poi è venuto a teatro e si è ritrovato a vedre tutt’altro…hihihi…
non che abbia fatto chissà che in questo spettacolo sui Rom, niente apparte un cappotto…
fine delle prove al bar accanto al teatro:io, il regista francese, la scenografa e 2 allievi del laboratorio, una delle quali ci faceva da traduttrice, perchè secondo lei nessuno sapeva parlare il francese…bè…si sbagliava, ma questa è un altra storia…
comunque, le richieste erano: un cappotto per lo Spirito e delle gonne di plastica per i Cavalieri Celesti, non tanto la gonna, ma il cappotto per chi si inventa costumista una volta l’anno mi sembrava un po’ eccessivo, ma mai quanto la richiesta di costruire un fiume sul palco, dove tra le altre cose i nostri attori si sarebbero dovuti buttare…una cosa infattibile, anche perchè codesto essere voleva l’acqua vera…immaginate il bordello che ci sarebbe stato se davvero questo fiume fosse stato realizzato: costumi tutti bagnati, acqua ovunque,i capitomboli degli attori…per non dimenticare la pendenza del palco…per fortuna la mitica Lucia si è saputa barcamenare facendo prima le cose un po’ più futili fino ad arrivare al giorno prima dello spettacolo senza fiume…che è stato realizzato solo per far contento il nostro Luc dipingendo una striscia lunga 6 metri e larga1,5 di blu…che sessuno ha notato dalla platea…
a me è andata diversamente, voleva il cappotto…e come te lo faccio un cappotto?
cavolo studio lingue io!avessi fatto l’accademia forse forse…ma andiamo un cappotto fatto da una sarta costa un botto e adesso io dvo fare un cappotto a gratis…
Lucia, la mitica, mi ha consigliato, prova a comprate una vestaglia o un accappatoio o un camice…già…un camice, quelli da medico…il giorno dopo ero alla ricerca disperata di un camice da medico, avevo trovato della stoffa bianca nello sgabuzzino dei costumi potevo modificare il camice…
ho provato il camice all’attore Alessandro Waldergan il quale, come il regista non era convinto di quello che riuscissi a fare con quel camice, l’unica che mi dava fiducia era la mia collega Lucia…
ho lavorato su quel cappotto forse 5 giorni con un male agli occhi incredibile, il giorno prima dello spettacolo l’ho bagnato nel tè et vualà, il cappotto era pronto ed era bello…ce l’avevo fatta! L’attore e il regista erano soddisfatti
FOTO: nella prima foto ci sono io alle prese della modifica del camice, nelle altre 2 l’attore Alessandro Waldergan durante le prove generali con il mio cappotto finito

