“ti presento l’assistente alla regia”
stavo aspettando che aprissero le porte per lo spettacolo di Manfredi Rutelli “Storie dell’Anno Mille”, veramente carino, non so quanto gigerà, ma se potete andate a vederlo…
insomma stavo aspettando di entrare in compagnia di mia sorella che vedo Francesco Acquaroli, ci salutiamo, e io ero emozionata, non sapevo se dargli del lei o del tu…boh…sono entrata nel panico…mi ha presentato alla moglie(la quale già conoscevo, ma lei non si ricordava di me) come “assistente alla regia” e io, mi sono sentita alzarmi da terra tanto dalla felicità di questo appellativo così professionale…per lui, che è un attore professionista io non sono “l’Azzu” sono l’assistente alla regia…
con lui c’era Pizzech e poi ho visto Anna Montinari chiamata anche “La Divina”, ho rivisto il regista francese Luc Cognet e Alessandro Waldergan che ancora mi nomina “quella del cappotto che lo ha reso bellissimo”…
ne Pizzech ne anna Montinari si ricordavano chi fossi, nonostante i complimenti che mi hanno fatto sia per i costumi dell’”Ubuade (Ubu Roi)” sia per le “magnifiche pance” dell “opera (b)buffet”…se non reciti nessuno si ricorda di te e forse quei complimenti non erano neanche veri, spesso così si usa in teatro…ma pazienza…
in compenso c’è chi si ricorda del mio cappotto
e che sono stata assistente alla regia e mi chiama così, come se avessi un diploma…
il diploma dell’accademia
eh già…la passione non basta…se non hai un diploma dell’accademia o di qualsiasi altra scuola d’arte…e io “sfortunatamente” ho preso lingue…lingue a curruculm artistico, ho esami di teatro, cinema, storia dell’arte e storia della musica…ma sono uno zero in questo mondo sconfinato…le mie idee, non contano senza un diploma…
e così entro in teatro, stanno provando, non ne sapevo niente, il regista mi vede mi saluta “credevo tornassi più tardi, a settembre…noi abbiamo la prima giovedi”
niente scene nè costumi sul palco…l’attore e il regista francese mi salutano, il primo mi da i baci, l’altro fa quasi finta di non conoscermi e io sto li in piedi a fissare l’attrice francese che è entrata in crisi per una battuta…
4 estati della mia vita ho buttato dietro a questo che adesso mi fa lo gnorri e non mi ha mandato neanche una mail per avvertirmi dello spettacolo…ma daltronde non ho un diploma, che ci fai con 6 lingue quando il diploma che ti serve è tutt’altro?
il mio primo spettacolo
oltre agli spettacolini del liceo, il mio primo spettacolo dove ho partecipato per la prima volta dietro le quinte è stato al Cantiere Inernazionale d’Arte di Montepulciano diretto da Enrique Mazzola qualche hanno fa…direi un bel po’(2003)…facevo l’assistente ai cistumi a una costumista tedesca, Heike Ruppmann, una signora gentile e disponibile, a quel tempo non sapevo neanche cosa volesse dire imbastire un capo e con lei ho fatto un tirocinio notevole
preparavamo i costumi per un opera moderna intitolata “Enigma-Ovvero i Tre Indovinelli”, lo scrittore del libretto(Carlo Pasquini) era il regista che ci faceva il corso di teatro al liceo e sapendo della mia passione mi ha proposto di fare l’aiuto costumista…ero emozionatissima..
il mio primo giorno sono arrivata con un ora di anticipo…e con l’ansia addosso…i cantanti erano tutti stranieri, ad eccezione della mezzo soprano Veronica Soldera, poi c’erano 3 inglesi Jonathan Pugsley, Andrew Kidd e Robert Davis; un ragazzo francese (bellissimo) Christophe Gay e il soprano giapponese Masami Hamada…questo era il gruppo di cantanti professionisti, ma i protagonisti erano 2 bambini, Valery del Segato nella parte della Principessa e Andrea Casini in quella di Lasso…la regista era tedesca(Aurelia Eggers), ma con lei ho avuto poco a che fare, stavo in sartoria con le 3 sartine, “la Wanda” e altre 2 delle quali non mi ricordo il nome…
parlavo solo in inglese e raramente in italiano, e avvolte, raramente in tedesco(era solo da un anno che lo studiavo e non ero certo pronta per affrontare discorsi musicali o teatrali, non sono pronta neanche con l’italiano, figuriamoci un altra lingua!
)
ho passato un bellissimo mese e ho imparato un sacco di cose, ho conosciuto molte persone, peccato che con quasi nessuna di loro sono rimasta in cottatto
solo con Veronica, la quale ha messo su un associazione chiamata Europa Harmonia e mi ha chiesto di fare i costumi per il “Così Fan Tutte” di Mozart, con la regia di Massimo Scaglione, come rifiutare?
non ho foto digitali di questo spettacolo, non vi mostrerò il mio cappello da cinghiale, che pesava 200 kg e che sembrava più fatto per un porcospino, ma la costumista diceva che andava bene…
KALO
che non è il nome di un dimagrante, come tutti pensavano appena ho riferito il titolo dello spettacolo…a mio fratello gli ho raccontato che era la storia di un signore che voleva dimagrire e non ci riusciva…poi è venuto a teatro e si è ritrovato a vedre tutt’altro…hihihi…
non che abbia fatto chissà che in questo spettacolo sui Rom, niente apparte un cappotto…
fine delle prove al bar accanto al teatro:io, il regista francese, la scenografa e 2 allievi del laboratorio, una delle quali ci faceva da traduttrice, perchè secondo lei nessuno sapeva parlare il francese…bè…si sbagliava, ma questa è un altra storia…
comunque, le richieste erano: un cappotto per lo Spirito e delle gonne di plastica per i Cavalieri Celesti, non tanto la gonna, ma il cappotto per chi si inventa costumista una volta l’anno mi sembrava un po’ eccessivo, ma mai quanto la richiesta di costruire un fiume sul palco, dove tra le altre cose i nostri attori si sarebbero dovuti buttare…una cosa infattibile, anche perchè codesto essere voleva l’acqua vera…immaginate il bordello che ci sarebbe stato se davvero questo fiume fosse stato realizzato: costumi tutti bagnati, acqua ovunque,i capitomboli degli attori…per non dimenticare la pendenza del palco…per fortuna la mitica Lucia si è saputa barcamenare facendo prima le cose un po’ più futili fino ad arrivare al giorno prima dello spettacolo senza fiume…che è stato realizzato solo per far contento il nostro Luc dipingendo una striscia lunga 6 metri e larga1,5 di blu…che sessuno ha notato dalla platea…
a me è andata diversamente, voleva il cappotto…e come te lo faccio un cappotto?
cavolo studio lingue io!avessi fatto l’accademia forse forse…ma andiamo un cappotto fatto da una sarta costa un botto e adesso io dvo fare un cappotto a gratis…
Lucia, la mitica, mi ha consigliato, prova a comprate una vestaglia o un accappatoio o un camice…già…un camice, quelli da medico…il giorno dopo ero alla ricerca disperata di un camice da medico, avevo trovato della stoffa bianca nello sgabuzzino dei costumi potevo modificare il camice…
ho provato il camice all’attore Alessandro Waldergan il quale, come il regista non era convinto di quello che riuscissi a fare con quel camice, l’unica che mi dava fiducia era la mia collega Lucia…
ho lavorato su quel cappotto forse 5 giorni con un male agli occhi incredibile, il giorno prima dello spettacolo l’ho bagnato nel tè et vualà, il cappotto era pronto ed era bello…ce l’avevo fatta! L’attore e il regista erano soddisfatti
FOTO: nella prima foto ci sono io alle prese della modifica del camice, nelle altre 2 l’attore Alessandro Waldergan durante le prove generali con il mio cappotto finito


