sogno…
mi laureerò in lingue e mi piace il teatro.
il mio primo lavoro teatrale l’ho fatto all’età di 16 anni, e da li ho continuato… a quei tempi ero assistente ai costumi, la mia prima volta davati a una macchina da cucire, ho costruito il mio primo cappello da cinghiale, anche se sembrava più un porcospino…la mia prima volta che lavoravo usando una lingua non mia, l’inglese…
tornavo a casa con l’ultimo autobus distrutta, e la mattina dopo ripartivo, contenta di uccidermi di lavoro… ho disegnato su una camicia rosa dei quadrifogli, la mia prima camicia disegnata, le mie prime maschere da ladro, il mio primo zainetto…
l’ultima sera mi sono sentita i complimenti “hai talento”…da quell’estate non ho più voluto smettere.
perchè andare al mare quando posso fare teatro e stare bene, essere fiera delle mie capacità, abituata purtroppo ad essere sminuita e trattata come una cretina priva di qualità…
ogni estate ho fatto del teatro, una mia amica mi presenta a Manfredi dicendo che sapevo fare i costumi, ma lui già aveva una costumista a disposizione e quindi mi prende come assistente, e adesso continuo, avvolte costumi e avvolte assistente, spesso faccio le cose insieme…
a scuola i professori mi vedevano come una perla rara, la professoressa di francese mi chiedeva opinioni sui vari spettacoli che ci faceva vedere, mentre quella di tedesco disse al presidente di commissione dell’esame “guardi, lei fa teatro, fa l’assistente alla regia!”, il mio professore di matematica mi perdonava quando non riuscivo a svolgere gli esercizi(il che spesso capitava, ahime..)perchè in qualche modo ero un’artista…
ho sempre avuto la mania di viaggiare…sono partita dal sogno di trasferirmi a new york, a quello dei paesi scandinavi, sopratutto stoccolma, poi sono passata a helsinki, poi a sydney, per poi ritornare a voler vivere a helsinki e ora sono abbastanza combattuta tra helsinki e stoccolma…
ho una fervida fantasia e spesso mi immagino a lavorare in un teatro, non so esattamente in veste di che, di sicuro non da bigliettaia
… chiusa dentro il mio teatro con le luci calde, mentre fuori è freddo ed è già buio, le luci natalizie ovunque, la neve per terra, le grandi strade e la felicità di essere veramente riuscita a fare quello che ho sempre sognato!…il mio monolocale, la mia vita, lontana dalla gente che mi diceva che per essere femminili c’era bisogno dei capelli lunghi, lontano da quelli che mi venivano contro dicendomi che io mi credevo migliore degli altri, ma che in realtà ero forse inferiore…lontano da tutto ciò che mi ha reso infelice per una vita…e vicino alla mia libertà, alla mia voglia di esprimermi, così vicino alla felicità che in quel momento non sentivo il bisogno di nessuno, se non della mia mente e della mia creatività che esplode in un ambiente stimolante, lontano ancora da chi è superficiale e che pensa solo a farsi la piastra, e ai vestiti firmati…
voglio confrontarmi con dei cervelli, non sono un genio, ma non sono neanche così stupida, voglio imparare, sono curiosa, voglio crescere se così si può dire…e sono stufa di questo ambiente pieno di persone idiote ma che si sentono super favolose, quando al mondo non fanno altro che mandare segnali di cretinaggine…ma qui, dove vivo, le persone vuote vanno per la maggiore e purtroppo sono anche le più apprezzate…
mi rifugio nel sogno, e non vedo l’ora di rializzarlo!
primo giorno…
giorno uno: “vomitazione delle idee”…
la gente parla, e “vomita” idee sulla realizzazione del progetto, io ascolto…purtroppo ho il neurone che gira abbastanza lentamente, per cui mi è difficile che mi vengano idee puff rapide, ma avvolte l’illuminazione c’è…spero nella nottata…
accanto al letto ho la mia scrivania sulla quale sono posizionati foglio e penna pronti a trascrivere ogni lampo di genio notturno(molto rari, ma non impossibili)…
davanti agli artisti professionisti dire che mi sento come una studentessa di lingue nella biblioteca di ingegneria è poco, ma non credo che si sia notato il mio imbarazzo, tranne quando mi si è presentata la domanda:”Perchè fai i costumi se studi lingue?”… … … … … …
“ehhhh…magari ci penso e poi ti rispondo”…insomma, avrò a vita l’etichetta della studentessa di lingue con l’hobby della macchina da cucire, se invece avessi fatto l’accademia, nessuno si sarebbe stupito…
penseranno che non sappia fare nulla, immagino…
ma grazie a Alessandro Waldergan che ha già dall’inizio messo una buona parola su di me e sulla mia maestrezza con i cappotti dicendo”E’ stato il primo costume che mi abbia reso bello, per quant è possibile, ovviamente” , fa piacere in queste situazioni una qualche parola di conforto e queste credo che mi abbiano dato la forza di dire e di credere che CE LA POSSO FARE, CE LA POSSO FARE, CE LA POSSO FARE…
annunciazione, annunciazione!
Stamattina con il mio autobus delle 6:20 sono passata per quella strada che conduce a Città della Pieve, un paese graziosissimo, soprattutto all’alba di un freddo mattino autunnale, che goduria!!!
comunque, mentre il bus faceva quelle dannate curve che mi hanno messo lo stomaco sotto sopra, mi è balenato in mete quel pomeriggio d’agosto che pioveva “cats and dogs” e io guidavo la volvo station wagon di Daniele Franci che intanto annunciava uno spettacolo con i megafoni e la canzone dei Pinguin Cafè…
diciamo che dopo un po’ che vagavamo, siamo stati fermati dai vigili…non potevamo annunciare in un comune che non fosse stato il nostro e volevano farci la multa e toglierci i punti sulla patente :S
e fuori diluviava! e la macchina era pesante, ma come si fa a guidare una macchina di quel genere?sarà che ho la twingo…oh mio dio! siamo tornati zuppi, ma mi sono divertita da morire!!!
il festival…quello si che era vero festival, io, Lucia, Daniele, Riccardo, Giovanni…altro che…
è vero, eravamo esauriti e non ne vedavamo mai la fine e soprattutto non vedavamo le soluzioni per uscirne, ma eravamo un gruppo, un grande gruppo!!!
e quanto mi mancano gli Estatè e i caffè al ginseng, la birrozza dopo le prove, il tornare a casa piena di fili e sporca di colore…mi manca quella atmosfera…
che fai ad agosto, vai al mare? no, ho il festival, non sia mai!
“perchè non ti riposi”, tranquillo pà, questa estate non ce la faccio a fare il festival, mi sto uccidendo per gli esami, adesso mica mi metterò anche a fare volontariato e a spaccarmi il mazzo per il festival…eppure…ogni anno sono sempre li! e non mi dispiace per niente, nonostante i contrasti e la stanchezza e tutto il resto!
mi manca il festival, mi manca il teatro, ho voglia di teatro!!!
heaven MUST wait!
ebbene, esami quasi finiti…me ne manca l’ultimo, ma non riuscirò a iscrivermi a quella dannata specialistica visto che sono stata bocciata all’esame di lingua russa a causa di un “Lei non conosce affatto la sintassi russa”…mica dico che non è vero, anzi…però che cavolo perdere un anno per un esame fa girare alquanto le scatoline…
ancora studio per il 29, esame di letteratura russa che non so se farò o no, tanto, di tempo ne ho da vendere
così, aspetto con la tachicardia di finire il tutto e di farmi qualche corso e magari qualche esame a scelta tanto per aumentare la media e si va, con tranquillità e calma, come non ho mai fatto in questi ultimi 3 anni!
caspita, sono volati alla velocità della luce e la domanda “che sarà di me?” si fa sempre più intensa nella mia mente, come se non avessi le redini per comandare la mia vita, ma escusivamente trascinata via dal vento e fermata da quella poca quiete che mi si presenta davanti…mi concedo poche cose, purtroppo sono molto rigida con me stessa, e il dovere è la prima cosa, la prima nella lista!
da liceale(espressione che non mi piace, perchè mi fa pensare a quelle dementi piastrate e sciocche che l’unica cosa che sapevano fare era fumare durante l’ora di ricreazione e urlare con le loro odiose vocette stridule e parlare di ragazzi e jeans…comunque, da liceale…)facevo di tutto per stare fuori casa, addirittura le ripetizioni di latino, matematica e i corsi di “educazione stradale”,ho cominciato a studiare seriamente in terzo liceo, e allora passavo il mio tempo o in palestra, o a scuola o sui libri, fino a quando…non mi si è presentato davanti il corso di teatro
come rifiutare!ho iniziato con Carlo Pasquini a fare le recitine, e lui mi ha fatto lavorare come assistente ai costumi per il Cantiere internazionale d’arte e da quella estate, ho sempre “lavorato”…
e adesso che da hobby vorrei che la mia passione diventasse mestiere, sono bloccata con la mia università, e il mio senso del dovere “vorrei aiutarvi per lo spettacolo, ma ho lezione”, “uh, che bello, ma io devo studiare!” e così, sta saltando anche il mio hobby preferito, uccidermi per realizzare uno spettacolo…
perchè ho scelto di studiare lingue?
perchè il mio liceo era il linguistico e non voglio di certo lavorare in italia, perchè con il teatro o sei bravo sul serio, hai conoscenze o non ci campi…
volevo un futuro sicuro e da sola, senza rendere conto a nessuno, senza vivere sotto casa dei genitori, senza le cene in famiglia, che io personalmente ho sempre odiato…studio lingue per scappare! e ho fatto anche il linguistico per scappare! e quando ho avuto la possibilità di andare a Venezia a studiare allo IUAV io ho preferito lo stare sotto casa a Perugia!
nonostante io adori alla follia Perugia, ho perso la mia opportunità di fuggire e ogni fine settimana sono puntualmente nel mio paesello a rivedere tutto quello che odio!
crescerò, non ho neanche 22 anni compiuti, ho tutto il tempo per fuggire…una cosa che mi frena è il fatto di essere trapiantata di rene, e lo stare vicino casa in qualche modo placa le mie paure di “avere tutte le mie medicine, tutti i servizi medici che mi occorrono”…e così, sono ancora qui…
finirò l’università e spero che il paradiso mi attenda, fuori di qui e lontano da qui e lontano da tutto quello che odio!
alle volte mi chiedo perchè non ho fatto l’accademia…
eh già…
sto qui seduta con un libro di grammatica uno di esercizi e un dizionario a fare traduzioni di frasi dall’italiano al russo come: “può andare dove vuole, tra un anno tornerà da me”…insomma, mi prendono in giro anche i libri di testo, evviva!!!
ma io leggo e ci rido su e penso…”ma tu pensa, incredibile, persino i libri lo sanno…solo io stavo a fare la carciofa sott’olio…mah…c’est la vie” e in tutto questo mi appare la pubblicità della collezione in DVD di Bud Spencer e Terence Hill, “sarebbe stato un dramma in meno a Natale, invece di farmi più volte i giri tra negozietti alternativi e mercatini delle strenne e librerie andavo in edicola!” eh vabbè…pazienza…l’unica cosa da fare è scoppiare a ridere e prendere un bel caffè al ginseg per recuperare le energie che servono a quelle maledette frasi da romanzi rosa…
ho un grande futuro davanti a me…la collezione Harmony si potrà estendere fino alla siberia grazie a me!
e per fortuna che volevo fare la costumista con qualche pretesa di toccare la regia di una qualche commediola amatoriale…e invece…
alle volte mi chiedo perchè cavolo non ho fatto l’accademia… grrr…
THE DREAM BEFORE CHRISTMAS 2005
pochi giorni fa ho ritrovato la mia splendida canotta rossa…
non che io porti il rosso, vado in giro elegantemente vestita di nero e il rosso lo uso pochissimo, ma la canotta in questione è quella più bella che ho e che non ho mai messo, ne credo di poterla mai mettere, ho anche paura di rovinarla…
eravamo in un centro commerciale a fare le ultime compere prima che partisse, c’erano queste canotte che non costavano tantissimo e ne ha portate in camerino uno stock di diversi colori…alla fine a scelto quella rossa…gli stava bene…gli stava bene tutto veramente…anche se se la sentiva “strana”…era una canotta da donna…io non me ne ero accorta, per me tutti vestono uguali…
così decise ha deciso che me l’avrebbe data con qualche modifica…
e per il mio compleanno mi arriva un messaggio…un suo amico aveva il mio regalo…dentro la biblioteca ho scartato il pacchetto del negozio che stamapa fotografie su tessuto, dove anch’io portai a stampare la maglietta per lui come ricordo…
ero così felice di quella maglietta, era così bella, ovviamente c’entrava con “Nightmare before cristmas” di Tim Burton, per il miei compleanni mi regalava sempre qualcosa di Jack (il re delle zucche) qui non c’era Jack…
io e lui in una foto scattata durante la “Vacanza delle Caramelle”(chiamata così perchè io lo portavo ovunque ci fossero caramelle…)…nella foto originale avevamo dietro le spalle un monumento che faceva molto Stoneage e il porto…lui l’ha modificata mettendo come sfondo la montagna “arrotolata” della città di Halloween…e la luna gigante, quella che appare nella scena quasi finale…e aveva scritto: THE NIGHTMARE BEFORE CHRISMAS…ma aveva barrato la parola “nightmare” e l’aveva corretta in DREAM…e aveva aggiunto alla fine 2005
THE DREAM BEFORE CHRISTMAS 2005…

inutile dire come questo “dream” si sia trasformato in un mezzo incubo fino al risveglio direi traumatico…
“Spiriti” di Stefano Benni
unico e magnifico, vi consiglio di leggerlo, ironia clamorosa di tutta la politica dei giorni nostri…il presidente dell’impero Max e il presidente dell’Usitalia Berlanga, il generale Ciocia…tutti riuniti per un mega concerto a favore delle vittime delle varie guerre che “vanno fatte”…e i bambini che partecipano possono essere storpi, mutilati, ma devono avere un bel sorriso…
se ne avete la possibilità LEGGETELO! è ironico e amaro, e scritto da favola
per fortuna che esistono questi, scrittori, artisti, poeti, pittori,scultori ecc… che riescono a dare emozioni…altrimenti l’unica cosa da fare sarebbe attaccarsi ai fili della corrente per provare qualcosa…
io e la mia collega…
conosciuta durante le prove della “Zaira” di Voltaire come quella “che le piace inchiodare”…ragazza bassettina, magra carina, studia filosofia a firenze e le piace veramente usare chiodi e martello…per questo spettacolo la ragazza ha costruito 2 sedie di cui una con 3 gambe che adesso sono buttate all’umido dello schifoso magazzino della biblioteca…
da li, il nostro caro Manfredi(nominato in altri post), ci ha fatto lavorare quasi sempre insieme; non perchè fossimo chissà che coppia, anzi, ma perchè lei pensava all’attrezzeria e io ai costumi e spesso e volentieri anche all’assistenza alla regia…
abbiamo fatto “La Tempesta”, “Il Calapranzi”, “Opera (b)buffet” e una recita con l’istituto F.Redi di Montepulciano (Il Povero Piero), ci siamo ritrovate insieme nella disperazione più totale del “Kalo” e adesso eccoci qui a guardare il nuovo spettacolo “Le Città Invisibili” senza puzzare e senza essere sporche di colore e soprattutto senza avere i nervi a pezzi…
eravamo sedute aspettando l’inizio e parlavamo dei tempi insieme, la mia collega…
quando ci ritrovavamo a parlare male del “globulone bianco”, quando sembravamo le comari siciliane (io, lei, Marta Rossi-che è appena uscita dall’accademia e ha fatto delle scene per “Le Città Invisibili” veramente magnifiche- e Daniele Franci-il nostro direttore generale che appena entrava in “ufficio” dove anche noi lavoravamo ci faceva “ragazze sigla!” e metteva la sigla iniziale di “Sex and the City”, favoloso!!!-
ricordo queste cose veramente con piacere e nonostante lo “schiavismo”, nonostante la rabbia e le incazzature frequenti io rivivrei quei momenti con tuttii dettagli negativi…
dicono che una volta che non fai altro perdi la passione, un po’ come per l’amore…ma io penso che se hai un desiderio talmente forte di raggiungere un obbiettivo e poi miracolosamente ce la fai, non ti potrai mai stancare, perchè sai le fatiche e gli sforzi che hai fatto per far avverare il sogno e adesso non te lo puoi lasciar scappare!!!
“ti presento l’assistente alla regia”
stavo aspettando che aprissero le porte per lo spettacolo di Manfredi Rutelli “Storie dell’Anno Mille”, veramente carino, non so quanto gigerà, ma se potete andate a vederlo…
insomma stavo aspettando di entrare in compagnia di mia sorella che vedo Francesco Acquaroli, ci salutiamo, e io ero emozionata, non sapevo se dargli del lei o del tu…boh…sono entrata nel panico…mi ha presentato alla moglie(la quale già conoscevo, ma lei non si ricordava di me) come “assistente alla regia” e io, mi sono sentita alzarmi da terra tanto dalla felicità di questo appellativo così professionale…per lui, che è un attore professionista io non sono “l’Azzu” sono l’assistente alla regia…
con lui c’era Pizzech e poi ho visto Anna Montinari chiamata anche “La Divina”, ho rivisto il regista francese Luc Cognet e Alessandro Waldergan che ancora mi nomina “quella del cappotto che lo ha reso bellissimo”…
ne Pizzech ne anna Montinari si ricordavano chi fossi, nonostante i complimenti che mi hanno fatto sia per i costumi dell’”Ubuade (Ubu Roi)” sia per le “magnifiche pance” dell “opera (b)buffet”…se non reciti nessuno si ricorda di te e forse quei complimenti non erano neanche veri, spesso così si usa in teatro…ma pazienza…
in compenso c’è chi si ricorda del mio cappotto
e che sono stata assistente alla regia e mi chiama così, come se avessi un diploma…
the reason why…
salve a tutti i tizio e i caio e i sempronio della situazione!
io sono azzurra, una tizia una caia e una sempronia, come tante tizie caie e sempronie di questo mondo e quell’altro!
l’argomento si oggi è…perchè il teatro?
ci sono così tante arti in questo mondo…perchè mi butto proprio sui costumi? boh…sinceramente non lo so neanch’io…mi piacciono le stoffe e i ricami e mi piace fantasticare sugli abiti che non posso mettere per farci la spesa e neanche per andare all’uni, ma può mettere qualcun’altro al posto mio…
e visto che i vestiti che disegno, che immagino ecc ecc…non sono adatti ne ai nostri “tempi moderni” ,ne sono comodi (come il cappello fatto con gli stecchini da spiedini e colla a caldo oppure i vestiti dipinti della tempesta, che erano più duri del marmo)…
li faccio indossare a chi non gliene frega niente ne della comodità, ne tantomeno del tempo in cui viviamo…il vestito sul palco deve fare solo scena, essere bello e rispecchiare il personaggio, basta…ovvio, gli attori si dovranno anche muovere, ma ciò non corrisponde alla comodità dell’abito.
“Questo è il vestito, il regista mi ha detto che va bene, per ciò indossalo e non scassare…”alle volte tocca anche dire così, per fortuna che nel mio piccolo ambiente raramente succede, sono sempre con gli allievi del laboratorio e ho visto pochi divi…anche se alcuni ti fanno veramente impazzire e anche se hai 18 anni devi prendere in mano la situazione e non farti mettere i piedi in testa solo perchè hanno un “cognome”, e poi ce l’ho anch’io! (non famoso, ma sempre cognome è…e anche se non mi pagano e sono una bambina rispetto a te, sono comunque un essere umano e non vedo perchè ti dovrei elogiare solo perchè tu stai sopra al palco e io dietro…ma per favore…)
comunque…
un altro motivo per cui mi piace il teatro è vedere le diverse “versioni” di un’opera…il regista gestisce gli attori, lo spazio a modo suo ed è diverso da regista a regista; così come gli attori non recitano tutti uguali…lui interpreta amleto in un modo e e l’altro in uno diverso…è bello!
è bello sentire lo studio del personaggio, che anch’io nel mio piccolo faccio…lui è il cattivo quindi come si vestirebbe un cattivo? e non solo…lo studio dell’attore sul personaggio è estremamente utile per quello che sarà poi il costume…
il teatro è tutto un lavoro di relazioni umane che porta poi al lavoro finale…e se il gruppo non è unito, il pubblico lo percepisce…è l’emozione, la tensione, la passione che tutto il gruppo emana durante uno spettacolo: i miei costumi, la sua recitazione, la regia, il disegno luci, le scene…il tutto è come se spargesse un energia particolare al pubblico e se non c’è armonia tra di noi…egli lo sente…
e non lo dico tanto per fare la ragazza new age, (visto che adesso va tanto di moda)…è solo una sensazione, ognuno dica la sua…

