I comportamenti di Lollo

Dicembre 27, 2008 at 12:06 am (assistente alla regia, diploma, opera, teatro, tempesta) (, , , , , , , , )

oggi faccio schifo: ho il pigiama da stamattina e mi sono appena lavata i denti e la faccia, i capelli stopposi e arruffati, la faccia verdognola pallida, gli occhiali, ho pure 2 brufoli fastidiosissimi dentro le orecchie, segno che il ciclo è imminente e su questo non mi viene da tirare il respiro di sollievo come di solito le ragazze sessualmente attive( io non lo sono) fanno appena sentono i sintomi di quella cosa terribile che speri che ti duri il meno possibile, io non sono contenta perchè effettivamente faccio schifo e mi sento uno schifo:

gonfia, brufolosa, puzzolente di sudore, con il mal di testa e con la borsa dell’acqua calda come migliore amica, non è il massimo…eh no…e io non sto neanche così male, ci sono ragazze che vanno al pronto soccorso praticamente ogni mese…

nonostante detesti il periodo prossimo all’arrivo lo accolgo come un “sono in salute”.

ma non è tanto quando vengono il problema, perchè effettivamente mi sento orribile circa 89% dei miei giorni, il problema è quanto durano…e io su questo sono molto sensibile…diciamo che la mia lollo( comunemente detta gina oppure Jolanda, come la chiama sua altezza mitica e fantastica Luciana Littizzetto) segue molto lo stato dei miei nervi…

avevo 18 anni, esame di maturità e durante gli scritti ero impegnata con le prove de “Il Calapranzi” di Pinter con Francesco Acquaroli e Paolo Bessegato, praticamente finivo gli scritti, mangiavo appena e mi rinchiudevo in teatro, ricordo che ero una delle prime a consegnare i compiti, neanche li ricontrollavo, ed è una cosa che non faccio mai, rischio di farmi venire le pippe mentali per cose che poi vanno già benissimo e complicarmi ulteriormente la vita non mi va…

bè…7 luglio 2005 esame orale, ultima parte mattina esame, forse la sera c’erano le prove de “La Tempesta” di Shakespeare, non ricordo, comunque in sostanza avevo: esame di maturità e 2 spettacoli a cui stare dietro. Lollo è semplicemente impazzita.

15 giorni di ciclo a emorragia, praticamente vivevo di pasticche di ferro e di due tipi diversi di antiemorralgici, ovviamnete ho fatto varie visite e mamma ha addirittura creduto che potesse essere un aborto spontaneo…quando il mio caro ginecologo dice che è STRESS…

la voglia di picchiarmi di mamma era assoluta, ma io, che sono un tipo fortemente intelligente (nel senso ironico) non mi sono lasciata perdere d’animo e continuavo ad andare alla prove e a fare quello che mi si diceva di fare, come se non mi fosse successo nulla…e per fortuna non mi è successo più a questo modo…o almeno non proprio in questo modo.

per l’opera “Così Fan Tutte” mi sono venute in anticipo e avevo il terrore che mi si potesse ripresentarmi una situazione come quella prima descritta, ma per fortuna…il ciclo è stato lungo ma senza danni…

mi è successo un’altra volta che lollo avesse dei comportamenti strani, ma non per colpa del teatro.

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io e la mia collega…

Agosto 6, 2008 at 11:15 pm (arte, assistente alla regia, costumi, costumista, creatività, festival orizzonti, ingegno, relazioni umane, ringraziamenti, scenografie, stato d'animo, studi, teatro, tempesta) (, , , , , , , , , , , , , )

conosciuta durante le prove della “Zaira” di Voltaire come quella “che le piace inchiodare”…ragazza bassettina, magra carina, studia filosofia a firenze e le piace veramente usare chiodi e martello…per questo spettacolo la ragazza ha costruito 2 sedie di cui una con 3 gambe che adesso sono buttate all’umido dello schifoso magazzino della biblioteca…

da li, il nostro caro Manfredi(nominato in altri post), ci ha fatto lavorare quasi sempre insieme; non perchè fossimo chissà che coppia, anzi, ma perchè lei pensava all’attrezzeria e io ai costumi e spesso e volentieri anche all’assistenza alla regia…

abbiamo fatto “La Tempesta”, “Il Calapranzi”, “Opera (b)buffet” e una recita con l’istituto F.Redi di Montepulciano (Il Povero Piero), ci siamo ritrovate insieme nella disperazione più totale del “Kalo” e adesso eccoci qui a guardare il nuovo spettacolo “Le Città Invisibili” senza puzzare e senza essere sporche di colore e soprattutto senza avere i nervi a pezzi…

eravamo sedute aspettando l’inizio e parlavamo dei tempi insieme, la mia collega…

quando ci ritrovavamo a parlare male del “globulone bianco”, quando sembravamo le comari siciliane (io, lei, Marta Rossi-che è appena uscita dall’accademia e ha fatto delle scene per “Le Città Invisibili” veramente magnifiche- e Daniele Franci-il nostro direttore generale che appena entrava in “ufficio” dove anche noi lavoravamo ci faceva “ragazze sigla!” e metteva la sigla iniziale di “Sex and the City”, favoloso!!!-

ricordo queste cose veramente con piacere e nonostante lo “schiavismo”, nonostante la rabbia e le incazzature frequenti io rivivrei quei momenti con tuttii dettagli negativi…

dicono che una volta che non fai altro perdi la passione, un po’ come per l’amore…ma io penso che se hai un desiderio talmente forte di raggiungere un obbiettivo e poi miracolosamente ce la fai, non ti potrai mai stancare, perchè sai le fatiche e gli sforzi che hai fatto per far avverare il sogno e adesso non te lo puoi lasciar scappare!!!

io e Lucia, a pranzo...

io e Lucia, a pranzo...

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la mia camera

Luglio 27, 2008 at 10:50 pm (camera mia, confusione, creatività, ingegno, laboratorio, stato d'animo, teatro, tempesta) (, , , , , , , )

la mia camera oltre a essere il posto dove vivo quando sono in vacanza è il mio laboratorio…durante il festival il pavimento della mia camera si ricopre di colori, colla, bombolette spray, cartoni e cartoncini, forbici, buste di plasica ecc…è qui dove nelle calde e afose notti d’estate mi prende l’ispirazione per quello che devo fare e incomincio a provare l’idea…

qui sono nate le braccia di Calibano, le corone di cartone dell’”Ubu Roi”(delle quali non ho foto)i vari tentativi dei costumi della “Tempesta” che ovviamente non andavano bene…insomma, visto che non riesco a dormire, la mia stanza è il mio laboratorio con tanto di “simbolo di morte” attaccato alla porta e il cartello “staff only”…

quando lavoro, mi viene in aiuto il mio fedele manichino che è vestito con l’abito da sposa di mia mamma un boa di piume di struzzo(che può sempre far comodo per qualche spettacolo e questo vale pure per il vestito di mamma), un cappello di paglia…

al muro un po’ qua e un po’ la ci sono appese le mie locandine…sono 4, anzi 5 ma una non la conto mai perchè è lo spettacolo scolastico…poi ci sono i miei poster di musica e un dipinto che ha fatto mamma sul soffitto, una finestra con l’universo, tanto per ingigantire le mie manie di grandezza…

sono 4 mura alla quale gli ho dato l’anima, sono state il mio rifugio e lo sono tutt’ora…me la sono arredata io a 15 anni…le mura di questa stanza ridono e pinagono con me, rispecchiano il mio animo alla perfezione… :) (ovvero un gran casino!)

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la tempesta di Shakespeare

Luglio 24, 2008 at 7:14 pm (arte, costumi, creatività, ingegno, realizzazione costumi, teatro, tempesta) (, , , , , , , , )

ed eccoci…la Tempesta…

Teatro Mascagni di chiusi con gli allievi del laboratorio teatrale, facevo sia l’assistente alla regista che i costumi, ero praticamente morta…

mamma mi ha aiutato nella realizzazione dei costumi, non ce l’avrei mai fatta da sola, infatti anche lei ha avuto il nome scritto sul programma di sala insieme al mio :)

TRAMA: Prospero costretto all’esilio insieme alla figlia Miranda approda su un isola abitata da creature magiche (il mostro Calibano e lo spirito Ariel). L’esiliato conoscendo le arti magiche scatena una tempesta facendo naufragare la nave dove si trova il fratello che lo ha costretto all’esilio e la famiglia reale la quale si stava tornando dall’africa per accordare il matrimonio del figlio…i vari personaggi si sparpagliano sull’isola e andranno incontro a varie avventure…

L’IDEA: i costumi così sfumati sono una genialata che mi è venuta in mente circa 2 settimane dallo spettacolo, era la solita notte d’afa e in camera mia era impossibile dormire…e proprio grazie all’insonnia che la lampadina del mio neurone si è accesa: Calibano, il mostro dell’isola deve avere a che fare con la scenografia…è il mostro terreno dell’isola e in qualche modo lo si deve capire…mando un mess al regista  che mi fa i complimenti per l’idea…ma perchè fare solo Calibano così? facciamo tutti i costumi così…evvai…

la mattina dopo ero alla ricerca di come cavolo fare, ho tentato varie prove su strofinacci ma non andavano bene…avevo una settimana per fare una decina di costumi, avevo l’idea, ma non sapevo come realizzarla…ero disperata e intanto le prove andavano avanti sempre di più e non avevo tempo, mi rinchiudevo in teatro per fare l’assistente alla regia, tornavo a casa tardi la notte e la mattina ero spesso con gli attori a fare compere per i costumi che non sapevo ancora come realizzare, anche se avevo capito una cosa fondamentale: ci voleva la base bianca…ma poi…?

tornata a casa dallo shopping per i sandali di Miranda mia madre mi vide in lacrime “come diavolo faccio?” e lei, da brava artista quale è ha coperto il pavimento della sala con del nylon, ha preso il manichino e mi ha detto “adesso ti aiuto io! e non fare storie, non ti posso vedere così” e si è messa a lavoro…una settimana dopo, per la prima dello spettacolo ho ricevuto un sacco di complimenti “una gioia per gli occhi, complimenti!” ma senza mamma non avrei mai potuto fare niente :)

i costumi erano tutti di colore diverso e la cosa buffa è che non sapevamo dove farli asciugare, perciò mamma li stendeva alla tenda del terrazzo…e i vicini ci guardavano e non capivano cosa stessimo facendo…hahaha…che roba buffa…si vedevano stesi una volta un paio di pantaloni verdi poi una tela cerata gialla e bianca…appena aprivamo il terrazzo iniziavano a bisbigliare tra di loro…gente di paese!

FOTO: i costumi che vedete sono, nella prima foto di Prospero e Miranda, nella seconda sono del personaggio Alonso e della Regina :)

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