la musica…

la musica scatena emozioni, Tolstoj ne parla molto nel suo racconto “Sonata a Kreuzer”…

io, ascolto la musica e adesso come non mai mi urta i nervi, canzoni che amavo così tanto e che adesso non sopporto, mi uccidono piano piano da dentro come un veleno.

pulsa il loro ritmo nelle mie vene facendomi male…i pensieri corrono di qua e di la, ma si incontrano tutti in uno stesso punto e più cerco di distoglierli da quel punto più essi si concentrano li, uno sopra l’altro fanno confusione, ma riesco a distinguerli bene…

un solo soggetto dei miei pensieri, una sola lacrima…davvero, credo di aver pianto abbastanza e non mi va di continuare…non per una cosa simile…

non è successo nulla, è una cosa normale, capita…2 persone si lasciano e gioco finito, ma non do la colpa a te, anzi…sono io…c’ho creduto fin troppo…e non ho visto il muro che mi si parava davanti…che fosse stato di vetro trasparente o di cemento armato io non l’ho visto e non l’ho voluto vedere…mi sono ritrovata a sbatterci la testa…

e io cieca, ho continuato ad andarci contro…adesso sono ferma, immobile e fisso il muro…devo oltrepassarlo e non so veramente come fare, non ho nè corde nè chiodi per fare una scala, non ho legna, ho solo me…e il muro…

per perdere tempo ho deciso di scriverci su…immagino lettere e disegni e come una scenografia il muro si dipinge di emozioni che alla prima distrazione, al primo sguardo sul pc senza il tuo nome, all’occhiata fugace al telefono per vedere se ci sono chiamate perse, tutto svanisce e si perde nel vuoto…sono ancora davanti al muro, rosso come la passione che ha invaso la mia vita e grigia come la nebbia d’inverno, freddo come il marmo…

le gocce di pioggia lasciano la loro traccia sui vetri delle finestre e si fa fatica a pulirli…chiamati pioggia caro amico mio, chiamati sole, che scolorisce le cose dopo troppo tempo che sono state sotto i tuoi raggi; chiamati vento che porta via dalle mani i palloncini dei bambini che piangono…

seduta sul letto, con il mio abito nero…ascolto la musica…oggi il muro non è abbattuto, domani forse…già forse…

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